Un altro duro colpo per l’ex ospedale “G. Bernabeo”

Un altro duro colpo per l’ex ospedale “G. Bernabeo”

Qualità sociale
Smantellata l’unità operativa complessa di riabilitazione

Con delibera del 24 luglio 2020, il Direttore generale della ASL Chieti – Lanciano – Vasto ha provveduto a trasferire la riabilitazione (cod. 56) dall’Ospedale di Ortona all’Ospedale di Atessa, contrariamente a quanto previsto dalla Delibera della Giunta Regionale n. 824 del 25 ottobre 2018. Dal prossimo mercoledì 2 settembre le attività di riabilitazione intensiva saranno svolte presso l’Ospedale di Atessa anziché quello di Ortona.

Tutto questo sta avvenendo nel silenzio e nella più completa indifferenza dell’amministrazione comunale di Ortona e delle forze politiche locali, sia di maggioranza che di minoranza.

La riabilitazione intensiva (cod. 56), per Legge, deve essere ubicata all’interno di un presidio ospedaliero; il nosocomio di Ortona è presidio ospedaliero, e non può essere allestita dentro un PTA (Presidio Territoriale Assistenziale) come è l’ospedale di Atessa.

Nonostante la programmazione regionale fatta dalla precedente amministrazione regionale guidata dal Sen. Luciano D’Alfonso avesse, giustamente, previsto su Ortona la riabilitazione intensiva e nonostante l’attività fosse iniziata da alcuni mesi nel presidio “G. Bernabeo”, l’attuale direttore generale della ASL ha rimesso in discussione la decisione con un atto deliberativo che contrasta le previsioni dettate dalla delibera di Giunta Regionale del 2018 ancora in vigore.

“Dove sono i Partiti che volevano difendere l’ospedale?

E il famoso comitato che fine ha fatto?

La realtà è che la città di Ortona deve riconoscere che gli interessi degli ortonesi e del comprensorio ortonese possono essere difesi, nelle istituzioni sovracomunali, solamente dai rappresentanti istituzionali espressione del territorio.

È utile ricordare il grande lavoro svolto in favore della città dai vari personaggi che si sono susseguiti nel corso degli ultimi tempi e che hanno rappresentato in Regione, in Provincia ed in Parlamento la nobile città di Ortona.

Nino Pace, Francesco Di Stefano e Tommaso Coletti, nelle varie sedi istituzionali sovracomunali, hanno operato alla grande su mandato elettorale dei cittadini, hanno fatto sempre sentire la loro voce e la città è cresciuta.

Mai si sono visti e subiti torti così eclatanti.

Dal 2009 ad oggi la città è orfana di rappresentanza politica al di fuori del comune e le conseguenze negative sono sotto gli occhi di tutti. 

Si spera dunque nel futuro; si spera che la città possa risvegliarsi per restituire agli ortonesi la giusta rappresentanza. Nelle istituzioni sovracomunali, è chiaro, è lì che si assumono le decisioni che interessano il territorio e tutti i cittadini”.

La Redazione di Abruzzo Popolare

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